Numero 06 della collana Tratteggi, “Una strada aperta” raccoglie una selezione di opere di Cristina Rocca in mostra a Ferrara presso la Casa di Ludovico Ariosto, dal 14 giugno all’8 settembre 2013. A corredo, testi critici e poetici, pensieri e suggestioni di “viaggio” artistico dell’autrice stessa.

Tratteggi 6 - Una strada apertaSono anni, questi, in cui parlare d’arte potrebbe perfino non avere senso.

Ciò che sembrava già un destino segnato, giusto un secolo fa, secondo le riflessioni filosofiche ed estetiche intorno alla morte dell’arte, ora si dipinge di colori nuovi, anzi, di un non colore. Il non colore delle urgenze planetarie, di quelle umane, di quelle economiche, che per se stesse un colore ce l’hanno, eccome, ma non si prestano, nell’idea di molti, ad asservire l’arte se non al prezzo di gettarla oltremodo nella tristezza.

Come poter pensare oggigiorno ad un’arte pura e al contempo non al servizio dell’impegno sociale?

Questo interrogativo non può non attanagliare noi artisti, che mai forse nel corso della storia umana ci siamo sentiti più inutili.

Lottare. La parola più frequente nelle riflessioni intorno alla vita, anche declinata in ogni suo dettaglio, è lottare. Non ne viene una migliore per spiegare come opporre resistenza alla difficoltà e come coltivare la speranza.

Ma, ancora una volta, cosa c’entra tutto ciò con l’arte? Perché ci si ritrova a dipingere paesaggi, taluni addirittura bucolici, quando in un domani incerto si rischia di non portare più a casa il pane?

Se la vita dell’arte resiste, significa che la fede nel suo proprio valore non muore. Aldilà di ciò che si scrive, produce, inventa, è questo il segreto, capace di donare forza agli altri, ed è così che bisogna fare. Continuare a lottare, ognuno dedicandosi a ciò in cui riesce meglio. Se questa è cultura, lei è capace, ancora, di farci volare. E alzare il volume sulla condizione umana, e accrescere la conoscenza, e la dignità dell’uomo.

Cristina Rocca, Bologna, aprile 2013



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